Elsa Schiaparelli… ovvero il sogno surrealista nella moda 0
Parlavamo solo ieri di Roberta di Camerino. Un’altra stilista italiana è stata nel cuore di Salvador Dalì: Elsa Schiaparelli. La stilista, nata a Roma nel 1890, si stabilisce a Parigi nel 1920 aprendo la prima maison couture in Rue de la Paix, diventando la rivale di Coco Chanel e amica di dadaisti e surrealisti, ed in particolar modo di Dalì. Convertì il sogno surrealista nella moda; un’azione (simile a quella di Roberta) rivoluzionaria. Con ricami incredibili, tessuti disegnati da Dalì e Jean Cocteau le sua creazioni furono indossate da Greta Garbo e Marlene Dietrich. Ma inventò anche i maglioni a raggi X che ridisegnano lo scheletro umano, il rosa schocking, abiti da sera con piume di gallo e borsette di pelo di scimmia, cappelli montati su un cosciotto di montone. Splendida la Costume jewelry. Parliamo di pezzi come “Lava rock necklace” che ci arriva dalla più dirompente collezione “Shocking Pink” (in un periodo nel quale l’abito da cocktail nero era di rigore) del 1936. Schiaparelli usa pietre esotiche, smaltate nel colore principe per opere potrebbero essere create da Gijs Bakker negli anni ottanta. Un cuore pink appuntato sul busto di Mae West dalle sembianze di manichino domina sulle pubblicità di Vogue nel 1938; perché, come lei stessa ricordava “la mia arte parla con il cuore surrealista in mano…”.



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