Si parla di.. Pillole di vintage

Come avviare un negozio vintage? 0

La vendita di capi di abbigliamento usati ma anche accessori, oggettistica e complementi di arredo per così dire “d’epoca” realizzati con particolare cura e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo si rivolge ad un pubblico di amatori sempre più vasto. L’avvio dell’attività non richiede grandi investimenti ed i ricavi, inoltre, possono crescere grazie all’organizzazione in negozio di corsi moda e life-style, mostre, eventi, etc. che richiamino il passato tres chic.

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Un’ottima idea… 0

Le mie unghie laccate ticchettano sulla tastiera. Infondo comprare su e-bay è sempre un’ottima idea. Scorro, scorro, indietreggio e avanzo con il mouse… ed un’idea mi viene da Fairfield, California, Stati Uniti. Sullo sfondo azzurrino di ebay leggo: “SCHIAPARELLI VINTAGE RHINESTONE WATERMELON NECKLACE”. continua »

Corset Heaven… un’ottima idea… 0

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Sexy come Dita von Teese e con il vitino da vespa come le nostre nonne? La risposta è il corsetto. Un indumento che modella il corpo, sostiene il seno, fascia ed evidenzia i fianchi. continua »

Dal kimono alle Hetty Rose Limited 0

Sono il massimo del lusso. Le Hetty Rose Limited sono le scarpe create dalla stilista britannica di Brighton Henrietta Rose Samuels. Per creare questi piccoli capolavori su misura si basa sul concetto di recupero estetico e ambientale dei materiali. Le stoffe, infatti, sono quelle di kimono giapponesi vintage (”relics of a disappearing world, saturated in significance and hidden meanings - spiega la stilista) rimodellate su tacchi di legno e suole in cuoio riciclato o cuoio naturale. continua »

Jimmy Choo e le ballerine 0

Qualcuno profetizzò da subito la precarietà di una moda. Altri ipotizzarono che se ne sarebbero viste cataste nelle discariche. Oggi invece la moda delle ballerine continua ad essere più salda che mai. Sono su tutti i fronti! Ed è impossibile sfuggire alla tendenza tanto che sono il “must have” anche dell’estate 2009. Sarà l’aria di nostalgia anni ‘50, sarà che sono ai piedi di icone come Vanessa Paradis a Kate Moss, sarà che se ne trovano di tutti i tipi (tinta unita, stampate, decorate, ricamate). continua »

La rodeite prende forma nelle creazioni di Lea Stein 0

La Bakelite è una delle prime materie plastiche ad essere usata nel campo della Costume Jewelry con un grandissimo successo. Prima ci fu la celluloide e poi la galalite; ma la bakelite le soppiantò presto per la sua stabilità (e soprattutto per la sua minore infiammabilità). Inventata nel 1907 dal dottor Leo Beekeland, come isolante nelle cassette degli elettricisti diviene presto “the material of 1,000 uses”. Dalle radio, ai necessaires per signora, passa ad essere uno dei materiali principe per la bigiotteria grazie alla virtù di essere traslucida ed idonea all’incisione. continua »

Da Mamie Eisenhower a Madonna… semplicemente Trifari 0

Costume Jewelry, ovvero bigiotteria. La storia dei materiali poveri si perde nel tempo, già nel 30.000 a.C. si usavano ossa o denti di animale, e, da scavi in insediamenti primitivi giungono grani o perline. Pensiamo, poi, alle paste vitree vivono in tutta la storia dell’arte preziosa accanto a pietre di valore; a quei monili in ferro dati in cambio di oro durante la guerra di liberazione prussiana nel 1812-14; alle ceramiche di Wedgwood nate ad imitazione dei cammei ed ai gioielli nel nero jet indossati dalla regina Vittoria e da tutte le dame modaiole dopo la morte del principe Albert nel 1861. continua »

Le visioni surreali di Piero Fornasetti 0

“…quando sono smarrito o semplicemente pigro, quando veramente non ho idee o la mia mente non sa dove attingere, c’è sempre la mia formula segreta Fornasetti che mi dà il via. Ogni oggetto di Fornasetti, per esempio la teiera con gli occhi che ho nella cucina (e che adoro), è una porta aperta attraverso la quale sono risucchiato, come Alice nel Paese delle Meraviglie….”. E’Fornasetti, Conversation con Philippe Starck, dove il più noto designer contemporaneo incontra Piero Fornasetti, pittore, scultore, designer. Piero Fornasetti, nasce a Milano, nel 1913, studia prima all’Accademia di Belle Arti Brera, dove viene cacciato per insubordinazione, poi alla Suola Superiore d’Arti Applicate all’Industria del Comune di Milano. E come studente ottiene i primi successi con dei foulard di seta stampata, esposti alla Triennale di Milano; ma l’incontro più importante, è quello con Gio Ponti, che, colpito dai lavori dell’artista, li pubblicherà sulle riviste “Domus” e “Stile”. continua »

Elsa Schiaparelli… ovvero il sogno surrealista nella moda 0

Parlavamo solo ieri di Roberta di Camerino. Un’altra stilista italiana è stata nel cuore di Salvador Dalì: Elsa Schiaparelli. La stilista, nata a Roma nel 1890, si stabilisce a Parigi nel 1920 aprendo la prima maison couture in Rue de la Paix, diventando la rivale di Coco Chanel e amica di dadaisti e surrealisti, ed in particolar modo di Dalì. Convertì il sogno surrealista nella moda; un’azione (simile a quella di Roberta) rivoluzionaria. continua »

Tutto il fascino del velluto nella Bagonghi di Roberta di Camerino 0

“E’ la prima volta che vedo l’arte nella moda”. A dirlo fu Salvador Dalì quando rimase stupito davanti alle creazioni della stilista veneziana Giuliana Coen. In arte Roberta di Camerino, iniziò la carriera in Svizzera, dov’era rifugiata durante gli anni della seconda guerra mondiale creando borse; e poi, dopo il 1945, sciarpe, ombrelli, cinture, abiti in un caleidoscopio di forme, colori, materiali. continua »

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